azuetem

Saggio è colui che si stupisce di tutto. André Gide

Zampe

Torretta d’avvistamento di tartari. Non verranno non verranno non verranno. Ah, se verranno, tenente.

Che bello

Questo solitario spazio ci faccio quello che mi pare come pubblicare questa fotgrafia che sono io nell’ombra della notte aggrappata, l’ombra, a un passamano arrugginito. Grande dep quella sera. Petto sfondato da un macigno nero. Il monolito della disperazione. Camminavo nella strada sulle mie gambette molli di ansia e non vi era salvezza alcuna.

Rivedo

Balla coi lupi e soprattutto penso ai bisonti.

Scrivere nei siti abbandonati

È come passeggiare sul litorale d’ inverno

Come aggirarsi in una fabbrica in disuso

Come stare in una stanza svuotata per trasloco

Come parlare tra sé e sé

Rimbombano le parole come tuoni lontani

All’universo chi ci pensa?

Chi ci pensa a spolverare le nebulose? chi pulisce il fondo dei buchi neri? Chi pettina la coda delle comete? Chi ramazza gli avanzi di una supernova? nessuno ci pensa e così ce ne stiamo nell’ Infinita Trascuratezza di Dio che dal settimo giorno in poi non si è più alzato dalla poltrona.

Le stagioni

Non ci sono più ma dentro la testa, eccome, se ci sono. Ti avvampano, ti risalgono lungo il midollo, ti allagano la memoria. Ti ricordano che quello che fu ed ora non c’è più, è stato.

Chi è lei?

Io non conoscere lei comunque lei strana offlimits outsider sidecar. Io so che lei camminare sui fili di alta tensione, altra tensione. Lei mela annurca col baco. Lei senza pesticidi. Lei offerta alla anarchia melanconia entropia. Lei essere entropica per l’ appunto. Appuntalo! Io non conoscere lei comunque lei sopravvive al caldo e muore in tre secondi al freddo.

Ho visto

Una casa costruita dai bachi da seta. Abitabile,

Dopo la vita

C’e una distesa bianca a cui si accede da una porta senza muri una banale porta di vecchio legno. C’e anche il mare oltre la porta con la risacca che allontana le onde. Ci sono angeli. E soprattutto ci sono loro, tutti loro, gli amati. Che puoi accarezzare. E a fianco dei quali puoi camminare sulla riva senza lasciare impronte. Gli amati che finalmente sai che ti amano mentre tu finalmente sai che li ami mentre loro ti amano mentre tu li ami mentre finalmente la luce ti ama la luce che forse è dio il dio che non ha mai risposto e che ora ti dice senza parlare. Ti dice che non avresti dovuto chiedere niente perché non avresti capito. Perché non c’ è niente da sapere. C’è solo da amare.

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